
Hic! Pigúiça drizzò le orecchie. Hic! Fofuxo si guardò intorno. Hic! Chi faceva quel rumore?
Era Rex. Aveva il singhiozzo. E che singhiozzo! A ogni hic tutto il suo corpo saltava, la coda sbatteva per terra, e una foglia cadeva dall'albero.
«Stavo... hic... solo bevendo» spiegò Rex. «Hic! Ed è arrivato... hic... all'improvviso.»
«Lo facciamo passare in un attimo» disse Fofuxo. «Ho un'idea!» Si alzò sulle zampe di dietro, indicò il cielo e fece una smorfia enorme, con la lingua da una parte e gli occhi dall'altra.
Pigúiça rise tanto che quasi cadde. Rex guardò e cominciò a ridere anche lui. Ma, in mezzo alla risata, uscì un hic! E la risata si riempì di hichini: ah-ah-hic-ah-hic.
«Non ha funzionato» disse Fofuxo, e tornò a camminare su quattro zampe. «Prova a bere l'acqua a testa in giù!» suggerì Tico, che era arrivato di corsa. Rex provò. L'acqua gli finì nel naso, e lui starnutì. Etciù! Hic!
«Trattieni il fiato e conta fino a dieci!» disse Bolota. Rex trattenne. La sua faccia diventò rossa, poi viola, poi quasi blu. Arrivò a otto e sbuffò tutto insieme. Hiiic!
Arrivò Trici e provò anche lei: saltò su un piede solo. Poi sull'altro. Poi fece una piccola danza. Alla fine ballarono tutti intorno a Rex, che singhiozzava in mezzo, hic, hic, hic, a tempo con la musica che nessuno stava suonando.
Alla fine si stancarono e si sedettero per terra, con la lingua fuori. Rex singhiozzava ancora, ma più piano. Hic. Hic.
Pigúiça si ricordò una cosa. «Quando sono troppo agitata, Fofuxo mi dice di respirare pianissimo. Chissà che non funzioni anche con il singhiozzo.»
«Proviamo insieme» disse Fofuxo. «Prendi aria dal naso, molto piano, come se annusassi un fiore. Adesso soffia dalla bocca, come se spegnessi una candelina piccola piccola.»
Rex inspirò. Soffiò. Inspirò. Soffiò. A ogni respiro il suo corpo diventava più morbido e più calmo. Gli altri respiravano con lui, fiore, candelina, fiore, candelina.
Hic... fece, pianissimo. Respirò di nuovo. Fiore. Candelina. E rimase in attesa. Niente. Aspettò ancora un po'. Niente. Il singhiozzo se n'era andato senza far rumore.
«Se n'è andato!» sussurrò Trici. «È andato a dormire» disse Pigúiça, sbadigliando. Con tutti quei respiri calmi, il sonno era arrivato per tutti.
Uno dopo l'altro si sdraiarono sul prato, con la pancia piena di aria buona. L'ultima cosa che Rex sentì prima di dormire fu il respiro degli amici, fiore, candelina, fiore, candelina, finché tutto fu silenzio.
