
Ssst. Se fai silenzio silenzio, forse senti, lontano lontano, un rumore di ali morbide, fuuum, fuuum. È Dracao, il drago verde più timido di Dogavios, che si allena di nascosto.
Dracao era enorme, aveva squame verdi e lucenti e viveva in una caverna di cristalli. Quando era da solo volava benissimo. Ma se qualcuno lo guardava, le sue ali diventavano molli come spaghetti scotti.
Quel giorno c'era la Festa delle Nuvole. I cuccioli saltavano da una nuvola all'altra, passavano dentro i cerchi colorati e scivolavano lungo le strisce dell'arcobaleno. Pigúiça e Fofuxo erano lassù, a fare il tifo per tutti.
Dracao arrivò piano, mezzo nascosto dietro una nuvola molto più piccola di lui. La coda spuntava da una parte, il muso dall'altra. «Vorrei volare nel cerchio grande» bisbigliò a Pigúiça. «Ma tutti mi guarderanno.»
«Vai!» disse Pigúiça. Dracao fece un bel respiro, aprì le ali e salì. Tutti i cuccioli si fermarono a guardare. E allora le sue ali diventarono molli, lui fece una capriola storta e cadde, plof, su una nuvola soffice.
Nessuno rise per cattiveria. Ci fu solo un «oooh» di sorpresa. Ma Dracao si vergognò così tanto che si rannicchiò tutto e nascose la testa sotto l'ala. «Io non sono capace di volare davanti agli altri» disse.
Fofuxo si sedette accanto a lui, e i suoi occhi, che erano dorati, diventarono color ambra. «Sai chi è caduto la prima volta che ha provato a passare nel cerchio?» chiese.
«Io!» gridò Tico, il bassotto, dalla nuvola accanto. «Sono rimasto incastrato a metà, mezzo di qua e mezzo di là!» E Nina, la barboncina, raccontò di essere scivolata all'indietro sull'arcobaleno. Tutti avevano una storia di capitomboli.
Dracao tirò fuori la testa da sotto l'ala. «Siete caduti tutti?» «Tutti» disse Pigúiça. «E tutti ci hanno riprovato. Guarda solo me, non loro. Fai finta che ti stia guardando solo io.»
Dracao guardò solo Pigúiça, i suoi occhi azzurri, fermi fermi. Aprì di nuovo le ali, fuuum, fuuum, salì piano, senza fretta, e passò proprio in mezzo al cerchio grande, senza sfiorare niente.
I cuccioli saltarono di gioia sulle nuvole. E Dracao si illuminò, tutto verde e scintillante, che è proprio quello che gli succede quando è felice.
Quando arrivò la notte, nessuno voleva andare a casa. I cuccioli si sdraiarono sulle nuvole soffici, e Dracao si acciambellò in mezzo a tutti, brillando appena appena, come una lucina da comodino.
Pigúiça si accoccolò contro la sua pancia calda. «Domani voli di nuovo?» chiese. «Volo» disse Dracao, sbadigliando una nuvoletta di vapore.
E lassù, in alto nel cielo di Dogavios, si addormentarono tutti, uno alla volta, cullati dalla luce verde e dolce di un drago che era appena diventato un pochino più coraggioso.
