
La casetta era troppo silenziosa. Mancava il rumore delle zampone e il tuc-tuc della coda di Fofuxo che batteva per terra.
Quella mattina lui aveva attraversato la collina per comprare dei semi al mercato dall'altra parte della valle. Prima di partire aveva dato un bacetto di muso sulla fronte di Pigúiça e aveva promesso: «Torno quando si accende la prima stella.»
Pigúiça si godette la giornata. Giocò con Bolota, disegnò per terra, mangiò il suo biscotto. Ma il sole scendeva, il cielo diventava rosa e poi violetto, e di Fofuxo nemmeno l'ombra.
Si sedette alla finestra e la pancia fece un nodino. «E se si è perso? E se la strada è troppo lunga? E se...»
Un fiore che abitava sul davanzale, di quelli che rispondono quando ci si avvicina, aprì un occhietto di petalo. «Ha promesso?» chiese. «Ha promesso» disse Pigúiça. «Mantiene sempre quello che promette?» Pigúiça ci pensò.
Si ricordò di quando Fofuxo aveva promesso di insegnarle a fiutare le tracce, e gliel'aveva insegnato. Si ricordò di quando aveva promesso di restarle vicino al buio, ed era rimasto. «Sempre» rispose. «Allora arriva» disse il fiore, e richiuse l'occhietto.
Aspettare era ancora difficile. Ma Pigúiça scoprì che aspettare con le zampe occupate è più facile. Così rifece la cuccia di Fofuxo, accanto alla sua, e stese la sua coperta. Riempì la ciotola di acqua fresca. E dipinse, con la zampa piena di colore, un cartellone: BENTORNATO, FOFUXO.
Il cielo si fece ancora un po' più scuro. Ancora senza nessuna stella. Pigúiça fece un respiro profondo e rimase a guardare, con gli occhi azzurri spalancati.
Ed ecco che, nell'angolino in alto, una lucina piccola lampeggiò. «La prima stella!» bisbigliò.
Trattenne il fiato e ascoltò. Lontano, lontanissimo, arrivava un rumorino: tuc... tuc... tuc... Una zampa grande, una zampa grande, una zampa grande. E, alla curva del sentiero, comparve Fofuxo, con il sacchetto di semi sulla schiena, stanco e sorridente.
Pigúiça corse e per poco non lo buttò a terra, dalla gioia. «Sono arrivato in tempo?» chiese lui. «Sei arrivato quando si è accesa la prima stella» disse lei. «Avevo promesso» disse lui, e l'abbracciò con il muso.
Dopo cena i due si sedettero fuori e rimasero a guardare una stella sorridente che lampeggiava piano, lassù nel cielo. Fofuxo raccontò la sua giornata, a voce bassa: il mercato, i semi, una tartaruga che vendeva peperoncini.
Pigúiça non sentì la fine. Appoggiò la testa su di lui e chiuse gli occhi, sapendo una cosa semplicissima: chi ama e promette torna sempre, anche se la strada è lunga.
Lassù la stella lampeggiò ancora una volta. E la casetta non era più troppo silenziosa. Aveva il rumore calmo di due cuori che dormivano.
