
«Domani! Domani! Domani!» Pigúiça saltellava in giardino, sotto la luna crescente, battendo le zampine in aria. Fofuxo saltava con lei, solo per farle compagnia.
«Domani c'è la mia festa!» cantava. «Ci sarà la torta! E i palloncini! E tutta la banda!» Ma, dopo una decina di salti, si fermò. Rimase a guardare la luna.
«Fofuxo...» «Sì?» «E se non viene nessuno? E se la torta si sbriciola? E se la festa non mi piace? E se piove?»
Le domande uscivano una dietro l'altra, veloci, come popcorn che scoppiano. Pigúiça sentì la pancia piena di scintille, che salivano e scendevano senza fermarsi.
«Credo di essere agitata» disse. «Ma è un'agitazione bella. O brutta. Non lo so.» «Tutte e due, a volte» disse Fofuxo. «Quando si aspetta tanto una cosa bella, la pancia si agita. È la voglia che la festa arrivi presto.»
Si sedettero sull'erba. Fofuxo guardò il cielo, pieno di stelle.
«Ho un'idea. Prendiamo ogni preoccupazione e la mettiamo su una stella. Lei resta lassù, a fare la guardia, e tu non devi portarla.» Pigúiça ci pensò. «Posso?» «Puoi.»
Scelse una stellina molto lampeggiante, vicinissima alla luna. «Questa è quella del “e se non viene nessuno”.» Ne cercò un'altra, un po' più grande. «Questa è quella della torta.» Scelse la terza, molto bassa, quasi a toccare gli alberi. «Questa è quella della pioggia.»
Ogni volta che metteva via una preoccupazione, soffiava fuori l'aria piano piano: fffffuuu. Le scintille della pancia si raffreddarono, una per una.
«Adesso» disse Fofuxo «pensiamo a una cosa bella di domani. Solo una.» Pigúiça chiuse gli occhi. «Quando arriverà Nina di corsa, con quel suo salto, per abbracciarmi.» «Che bello» disse Fofuxo.
La notte era calma. Le stelle avevano preso possesso di tutto. Si sentiva che la festa era già lì, ad aspettare, zitta zitta, dietro la notte. Sarebbe arrivata al momento giusto, senza fretta. Doveva solo dormire Pigúiça, perché domani arrivasse.
Rientrarono. Pigúiça salì nella cuccia, e Fofuxo si sdraiò accanto.
«Domani» mormorò lei, senza saltare, pianissimo. «Domani» ripeté Fofuxo.
E, con le preoccupazioni al sicuro sulle stelle e una cosa bella nei pensieri, Pigúiça si addormentò.
