Ogni famiglia ha quel viaggio finito storto: il pianto in aereo, la crisi al ristorante, il mal d'auto alla terza ora. Niente di tutto questo significa che avete sbagliato qualcosa o che vostro figlio non sa viaggiare. Significa che i bambini piccoli hanno pochissima tolleranza per fame, stanchezza e noia, e un viaggio colpisce tutte e tre insieme.
Prima di partire
- Dimezza l'itinerario: pianificare troppo è l'errore più comune. Un'uscita al giorno con un pomeriggio libero salva l'intero viaggio.
- Fateli partecipare ai bagagli: due giocattoli scelti da loro, nel loro zainetto. I bambini coinvolti si lamentano meno.
- Racconta cosa succederà: l'aeroporto, la fila, la cintura, la stanza d'albergo. È l'ignoto a fare paura, non il viaggio in sé.
- Porta l'oggetto del cuore: la copertina, il peluche, il cuscino. È ciò che trasforma una stanza sconosciuta in un posto sicuro la prima notte.
- Metti in ordine le questioni di salute: farmaci abituali, una ricetta, i dati dell'assicurazione e un termometro. Accorgersi che manca qualcosa alle due di notte lontano da casa è il peggior scenario.
Sopravvivere al viaggio
- Cibo ogni due ore: metà dei capricci in viaggio è fame travestita. Porta più snack di quanto sembri ragionevole.
- Una sorpresa tenuta da parte: un piccolo giocattolo o libro mai visto, mostrato solo quando la pazienza finisce, ti compra un'ora di calma.
- Schermi senza sensi di colpa: un viaggio in auto di sei ore non è il momento di far rispettare i limiti sugli schermi. Usa lo strumento e vai avanti.
- Un cambio nel bagaglio a mano: non in quello da stiva. Un vestito completo per bambino, sempre a portata di mano.
- Accordatevi sui turni in anticipo: decidete con l'altro adulto chi è responsabile in ogni tratta. Senza quell'accordo, la stanchezza diventa una litigata in macchina.
