«I figli unici diventano viziati» è uno dei detti più ripetuti, e più sbagliati, sulla genitorialità. Decenni di ricerca in psicologia dello sviluppo non trovano differenze significative di personalità tra figli unici e bambini con fratelli, una volta controllati gli altri fattori. Separiamo il mito dalla realtà.
Il mito del «figlio unico viziato»
Questo stereotipo risale a studi di fine Ottocento oggi considerati metodologicamente superati. Le ricerche attuali mostrano che i figli unici tendono ad avere un vocabolario più sviluppato, relazioni solide con gli adulti e un forte senso di responsabilità, tratti legati a più attenzione e conversazione individuale con i genitori, non a un «difetto» di personalità.
La vera sfida: la pratica sociale con i coetanei
La differenza più coerente tra figli unici e bambini con fratelli è la pratica quotidiana di negoziare e condividere con coetanei, qualcosa che i fratelli allenano naturalmente in casa. La buona notizia è che si può costruire anche in altri modi.
Come aiutare con la socializzazione
- Dai priorità a incontri di gioco regolari con cugini, vicini o compagni di classe, la costanza conta più del numero di incontri
- Iscrivilo ad attività di gruppo fin da piccolo: sport di squadra, teatro o corsi collettivi
- Fai pratica sulla condivisione a casa, insieme ai genitori: «ora tocca a me, poi tocca a te»
- Evita di risolvere ogni conflitto al posto suo, lascia spazio per esercitare la negoziazione con altri bambini
