Le tabelline hanno una brutta fama perché vengono insegnate come un elenco telefonico: a memoria dall'1 al 10, in ordine. Ma il cervello non ama le liste, ama lo schema e il gioco. Cambiando queste due cose, tutte le tabelline stanno in poche settimane di gioco.
L'ordine furbo (non quello della scuola)
Comincia dall'1, 10, 5 e 2: sono schemi che il bambino vede da solo. Poi il 9 (ha un trucco con le dita), poi i quadrati (2x2, 3x3...). Restano pochissimi fatti sparsi da memorizzare davvero: il temuto 7x8 è praticamente l'ultimo boss.
I 7 giochi
- Battaglia di carte: ognuno gira una carta, chi grida per primo il prodotto le prende entrambe.
- Tabelline sulle scale: ogni gradino è un risultato, si sale dicendo, si scende controllando.
- Il trucco del 9 sulle dita: abbassa il dito del numero, le dita ai due lati formano la risposta.
- Moltiplicazione coi dadi: lancia due dadi e di' il prodotto. Semplice e coinvolgente.
- Il negozietto: "tre mele a 4 euro l'una" sono tabelline con un motivo.
- Sfida a tempo: quante ne fai in 60 secondi? Contro te stesso, mai contro un fratello.
- La canzone: il ritmo è il più antico trucco di memoria che esista.
La regola più importante
Cinque minuti al giorno battono un'ora di domenica. Il cervello fissa con la ripetizione nel tempo, non con sessioni lunghe. E un errore non è mai un disastro: di' la risposta giusta con calma e continua a giocare.


